48° anniversario della strage di via Fani: Apamri e l’Associazione Domenico Ricci rendono omaggio ai cinque uomini della scorta di Aldo Moro

Quarantotto anni dopo l’agguato delle Brigate Rosse, via Fani torna a essere il luogo della memoria condivisa. Il 16 marzo 2026, nel punto esatto in cui il 1978 segnò una delle pagine più buie della storia repubblicana, si sono svolte due distinte cerimonie commemorative per ricordare i cinque agenti della scorta di Aldo Moro, caduti nell’adempimento del proprio dovere.

Alle ore 9:00 ha preso avvio la cerimonia istituzionale, alla quale hanno partecipato le massime autorità civili e militari: il prefetto di Roma, i vertici della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Alle ore 10:00, nello stesso luogo, si è tenuta la commemorazione promossa dall’Associazione Domenico Ricci per la memoria dei Caduti di via Fani, alla quale ha preso parte anche una delegazione di Apamri — Associazione Parlamentare di Amicizia con gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana.

A guidare la cerimonia il cavaliere dr. Giovanni Ricci, presidente dell’Associazione Domenico Ricci, affiancato dal presidente nazionale di Apamri, ufficiale OMRI Riccardo Di Matteo, dal delegato regionale per la Puglia, cavaliere OMRI Antonio Giaimis, e dal delegato per il Lazio, cavaliere OMRI Antonio Salonna. Di Matteo e i delegati hanno portato i saluti del segretario generale di Apamri, commendatore OMRI Michele Grillo, e dell’intera compagine associativa.

Al centro del ricordo, i nomi dei cinque servitori dello Stato che persero la vita quel 16 marzo 1978, insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Civile e della Medaglia d’Oro come Vittime del Terrorismo: Maresciallo Maggiore Oreste Leonardi, Appuntato Scelto Domenico Ricci, Vice Brigadiere Francesco Zizzi, Agente Giulio Rivera e Agente Raffaele Iozzino.

Nel corso della cerimonia, come riportato da SinergitalyNews, Giovanni Ricci ha sottolineato come questi uomini non debbano essere ridotti a un fatto di cronaca storica, né limitati alla sola data del loro sacrificio. Il loro profilo umano e professionale — quello di difensori delle istituzioni democratiche che condivisero per anni il percorso di Aldo Moro — merita di essere trasmesso con continuità alle generazioni successive: <<Noi non eravamo in quel luogo quel giorno, ma ci siamo stati per quarantotto anni per ricordare il loro eroismo. È nostro dovere morale, specialmente per la nostra generazione, trasmettere ai figli chi fossero questi uomini. Non dobbiamo ridurli a una singola data sul calendario, ma ricordarli come persone che hanno condiviso il percorso di un Padre Costituente come Aldo Moro>>.

Ricci ha poi ribadito l’importanza di separare la memoria dei caduti dalla tragica contabilità dei cinquantacinque giorni di prigionia dello statista democristiano, rischio sempre presente nel racconto pubblico di quegli eventi: <<Non ricordiamoli solo per il 16 marzo. Dobbiamo onorarli per le libertà democratiche che il loro sacrificio ci garantisce ancora oggi. Grazie a loro, viviamo in un Paese libero>>.

La nomina ha ricevuto apprezzamenti da parte dei vertici dell’associazione. Il presidente nazionale Riccardo Di Matteo ha posto l’accento sul valore aggiunto che figure con solida esperienza istituzionale possono offrire alla missione dell’Apamri: <<La nomina del generale Del Vecchio rappresenta un valore aggiunto per il territorio di Ostuni e per l’intera organizzazione. Figure come la sua contribuiscono in modo determinante alla diffusione dei valori del merito e del servizio alla comunità>>.

La cerimonia si è conclusa con un impegno solenne: proseguire l’opera di memoria attiva, affinché il ricordo di Leonardi, Ricci, Zizzi, Rivera e Iozzino non si esaurisca nel rito annuale della commemorazione, ma continui ad alimentare la coscienza civile della Nazione e a costituire un riferimento educativo per le generazioni che non vissero quegli anni.

La presenza di Apamri alla cerimonia si inserisce nella missione che l’associazione persegue sin dalla sua fondazione: tradurre il riconoscimento istituzionale dell’onorificenza al Merito della Repubblica in un impegno concreto e continuativo al servizio dei valori democratici sui quali quella Repubblica è stata edificata.